Un giorno d’autunno ho scoperto Sirmione

È meraviglioso immaginarmi un altro dove, un altro “fu”, vistando un incantevole oggi. È quello che mi è accaduto a Sirmione, durante il ponte del primo novembre, quando ho deciso di visitarla, nonostante la ressa da festività. La cittadina si è sviluppata su una penisola che si estende per quattro chilometri all’interno del lago di Garda, dividendone in due la riva meridionale.

Un elemento mi ha colpito particolarmente, l’acqua, che non mi sembrava quella di un contenitore delimitato seppur esteso, no, mi sembrava quasi mare. E in effetti, mi ha ispirato al punto da voler scoprire Sirmio da una barca, facendomi raccontare dai marinai aneddoti e curiosità, intravedendo l’abitazione che un tempo fu di Maria Callas e le bolle che provengono dalla sorgente termale a cui sono collegati ben due stabilimenti.

Ho visto le note Grotte di Catullo, che immaginavo fossero proprio delle grotte, ma in verità si tratta di una villa edificata fra il I sec.a.C. e il I sec. d.C. dove si pensa che il poeta abbia vissuto.
In ogni caso Sirmione fu importante centro urbano di epoca romana e questo mi basta per fantasticare su come doveva essere la vita a quei tempi, fra pepli e bagni di bellezza (sono pur sempre una donna che bada alle frivolezze!).
Ad ogni modo, non abbiamo potuto completare il nostro tour, perché si è alzato il vento e onde evitare di ribaltarci, abbiamo battuto in ritirata! Il resto lo abbiamo scoperto calpestando le viuzze del borgo.

All’ingresso, ad accogliere i turisti, c’è il Castello Scaligero, così chiamato perché fu costruito proprio dagli Scaligeri, con una darsena per la flotta, un ponte levatoio e una rocca merlata. Insomma, tutto al posto giusto per ambientarci una bella storia d’amore fra un cavaliere e la sua principessa, che dopo un lungo periodo di separazione a causa di una dura battaglia, si ricongiungono e vivono felici e contenti. The end.

Abitazioni ed edifici sacri e civili sono tutti cosparsi di mattoncini, tipici di un centro medievale pittoresco, delizioso, romantico; c’è la chiesa parrocchiale dal nome evocativo di Santa Maria della Neve, semplice ma accogliente e c’è un porticciolo con barchette e alberghi colorati.

Sirmione, in definitiva, mi ha conquistata, con le sue misure piccole e il suo aspetto lirico e favolistico e come direbbe Catullo: “Sirmione, gemma di tutte le penisole e isole, Tutte quelle che (isole e penisole) nei limpidi laghi e nel vasto mare sostiene l’uno e l’altro Nettuno, quanto volentieri e con quanta gioia torno a vederti”. È una promessa che faccio anche io, croce sul petto.

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