San Quirico d’Orcia: sotto il sole della Toscana in una decappottabile anni 80

Questa estate, durante il mio viaggio in Toscana, sono riuscita a fare tappa a San Quirico d’Orcia,questa volta non in moto ma con una bella Mazda decappottabile rosso fiamma degli anni ’80, e lo specifico dal momento che Andrea, appassionato di auto e motociclette, ha scattato un vero e proprio servizio fotografico alla sua red passion, trascinandomi verso un sentiero non accessibile a privati. Se non c’è un po’ di rischio e di adrenalina A. non è contento.

Ad ogni modo, abbiamo raggiunto San Quirico e subito ci siamo diretti verso gli Horti Leonini, giardini all’italiana del XVI secolo voluti dall’allora proprietario del terreno Diomede Leoni, da cui prendono il nome. Diomede li pensò non come luogo riservato a pochi (e infatti non appartengono a nessuna villa), ma come luogo di ristoro per i pellegrini e infatti, noi, stravolti viandanti, ci siamo immediatamente fiondati sotto i suoi alberi rigogliosi (le pause sono state molto frequenti e A. ha maledetto il giorno in cui “ha deciso” per un viaggio itinerante ad agosto).

Superata l’imponente e bianchissima statua di Cosimo III de’ Medici e un cane impagliato collocato in una nicchia per cui ho perso almeno 10 anni di vita per lo spavento (scoprendo poi che si trattava di una installazione di quell’incredibile folle di Cattelan), abbiamo raggiunto il livello superiore dei giardini dove è stato allestito ETERNITY, Il CIMITERO DEGLI ARTISTI, ovvero oltre cento lapidi recanti i nomi di artisti che furono o ancora in vita realizzate ancora per volontà di Maurizio Cattelan ad opera degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Borsa di studio per loro, altra dimostrazione del genio dissacrante per lui, un sacco di gioia per noi nell’ammirare come arte contemporanea e antica possano convivere sinergicamente e comunicare.

Proseguendo sulla strada principale siamo giunti dinanzi alla Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, una chiesa altomedievale che per me è divenuta definitivamente romantica quando nei suoi pressi abbiamo visto passeggiare due ragazzi molto giovani che si tenevano per mano. Quindi, dopo aver incontrato l’amore novello (parlo e scrivo come un’anziana signora sospirante) a San Quirico, abbiamo ripreso la via maestra per raggiungere finalmente il mare, in stile balneare, con la voglia di remare e fare il bagno al largo. Ciao Giuli, ciao San Quirico.

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