Castiglione del Lago: tra ulivi e aglione fresco

Trovandoci nei pressi di Arezzo abbiamo pensato di andare oltre i confini toscani per raggiungere Castiglione del Lago, un borgo umbro costruito su di un colle sulle rive del lago Trasimeno. Devo fare una tremenda quanto mortificante premessa: in Umbria ci sono stata una volta, a Perugia, per capire insieme ai miei se avessi dovuto studiare la giurisprudenza lì (ma poco importava, era una facoltà che in ogni caso avrei mollato un anno dopo, povero papà, gli ho recato una delusione cocente!) e tante volte, da bambina, mi sono recata con un pullman colmo di vecchietti a Santa Rita da Cascia, perché mia nonna era una devota fedele della Santa e coinvolgeva anche me in questi pellegrinaggi sulle note di benedetta Rita proteggici tu.

Insomma, questa estate ho recuperato almeno un po’ e alla grande aggiungo. Castiglione è un borgo graziosissimo, dove ho trovato un castello di superba bellezza, che per raggiungerlo bisogna passare per un camminamento con tanto di feritoie da cui spii il lago (si astengano i claustrofobici), e si raggiungono così punti molto alti da cui godere di viste da scariche emozionali.

Il tanto decantato Trasimeno, che la leggenda narra debba il suo nome al principe Trasimeno per l’appunto, che si trovò nel bel mezzo delle acque attratto dalla ninfa Agilla e così annegò, poveraccio, è un meraviglioso specchio argenteo circondato da ulivi e la sensazione che suscita è di straniamento misto a stupore, per quanto è grande, per quanto è ammaliante. Lo abbiamo lasciato per tornare al Palazzo della Corgna, da cui eravamo partiti, per ammirarne le sale affrescate, un trono che ci ha ispirato ricordi di prodigiose gesta, e una mostra di Mirò e il suo sogno poetico, coloratissimo, inconfondibile.

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Dopo tanta bellezza in forma d’arte, ci siamo addentrati nel borgo, tra i più belli d’Italia, e le sue stradine curate, ricolme di fiori e di botteghe di prodotti tipici e ceramiche variopinte, mi hanno definitivamente conquistata. Ho comprato una calamita dipinta e dell’aglione fresco che ha donato un indelebile “profumo” al mio zaino e a tutti i miei vestiti, ho conversato con un simpatico vigile dai baffi bianchi che ha chiuso un occhio sul nostro parcheggio creativo e mi sono incantata dinanzi a degli abiti medievali esposti in una chiesa (ma solo io vorrei vestirmi da principessa del 1200 con un abito tutto velluti e perline?).

In conclusione, andate a Castiglione del Lago, borgo pittoresco come solo in Italia e fatevi stupire dalle dimensioni piccole, antiche, incantevoli.

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